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  • Immagine del redattoreEl Pincha Uvas

Senza parole

Paolo mi invita spesso a cena.

"Teudis, domenica dopo il tuo giro in bici, che ne dici di venire a cena da noi?"

"Cavolo, vado a vedere una partita alle 17:00 con i ragazzi. Ma non è un problema. Posso venire dopo se volete".


... il giorno dopo

Io: "Paolo scusa. Ho detto una gran sciocchezza. Non posso venire da voi. Domenica è il mio compleanno e ho promesso ai ragazzi di cenare con loro"

Paolo: "Bhe, se vuoi, vieni qui con loro. Non è un problema".


.... nel fratempo mi scrive Stefi

"Teudis, Paola ti cerca e non ti trova. Me l'ha detto perché ci siamo sentite per una cosa del lavoro".

Ho pensato che Paola avesse qualche bisogno di me e l'ho cercata io.

"Ah, no. Non era nulla. So solo che Paolo ti aveva cercato".


Io come sempre non ho colto nulla di strano, nonostante mi ritenga una persona sensibile e attenta. Mi cercavano in diversi. Ho solo pensato che fosse successo qualcosa e che qualcuno avesse bisogno di me.


Io ai figli:

"Ragazzi, Paolo ci chiede se andiamo lì a cena. Cosa ne pensate?".

Loro, con molta normalità:

"Ma sì dai". "Volentieri". "Va bene".


Quindi deciso.

Domenica si andrà a cena da Paolo e Paola, come accade tantissime volte. Nulla di strano.

Compro un pò di dolci. Così almeno questa volta, giorno del mio compleanno, non vado a mani vuote.


E' una domenica diversa, ma piena di cose che faccio sempre.

Sport, calcio, figli.

Nulla di strano. Tutta sembra normale.

Anche il comportamente dei ragazzi è normale. Come sempre.


Alla sera arriviamo dai "Paoli". Come sempre.

Suoniamo il campanello. Come sempre.

Entriamo nel cancello. Come sempre.

Ci salutano dalle scale. Come sempre.

Nulla di strano.

Ma quando si apre la porta di casa....



Appena entrato, si vede nel video, chiedo ai ragazzi:

"Ma voi lo sapevate?"

"Certo, pà. L'abbiamo organizzato noi".


C'erano un sacco di amici ad attendermi.

C'era chi era arrivato con tutta la famiglia.

C'era chi è tendenzialmente un solitario e cerca luoghi solitari. Eppure era lì, fuori dalla zona di comfort, accompagnato dal figlio.

C'era il mio compagno di avventure, con chi mi stavo scrivendo qualche minuto prima.

C'era la mia famiglia, dove sono allo stesso tempo sia fratello piccolo (dei genitori) che fratello grande (dei figli).

C'erano i padroni di casa, miei fratelli.

C'era "chi non c'era" fisicamente. Ma per me è come se ci fosse stato.


Siamo stati insieme in una serata bellissima.

Abbiamo chiacchierato.

Abbiamo ballato per far divertire i bambini (e anche noi).

Abbiamo mangiato ciò che ciascuno aveva preparato.

E abbiamo gustato le torte fatte da Anna .


Erano due settimane che i figli organizzavano tutto.

Io non mi ero accorto di nulla.





"Figli miei, siete uno spettacolo. Grazie di cuore"


Mi hanno risposto:

"Papi, te lo meriti".

"Siamo uno spettacolo? Tali figli, tale padre".

😭😭😭😭😭


E il regalo dei ragazzi?

Mio papà ha messo lo stesso profumo tutta la vita.

Quell'odore mi riporta a mio papà. Sentire quella flagranza è come se mio papà fosse accanto a me.

Quando è mancato, nel 2001, ho tenuto il fiaccone che lui usava perchè c'era ancora un po' di prodotto.

Io sono un nostalgico. Ancora oggi, ogni tanto, apro il tappo e lo annuso per ricordarmi di lui.

Ma purtroppo, dopo 20 anni, il liquido è quasi evaporato completamente.


E quindi i ragazzi cosa mi hanno regalato?

Lo stesso identico profumo di mio padre.


E perchè?

Ora ho un flaccone nuovo che durerà finché vivrò.

Con questo regalo, i miei figli mi hanno regalato di nuovo mio papà.





21 maggio. 45 anni.

Festeggiarli così è stato tanto bello.

Erano in tanti.

Ne ho in mente molti altri.

E' commovente accorgersi di poter lasciare un segno positivo in qualcuno.

Sono senza parole.

Grazie.





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EL PINCHA UVAS

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