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  • El Pincha Uvas

Mi sono stupito

Oggi non è un vero e proprio Pincha Uvas.

Non ho costruito una fioriera su misura.

Non ho inventato nessuna scarpiera coi bancali.

Non ho usato nessun arnese da falegname.

Ma non potevo non scrivere di questo meraviglioso weekend.


I miei amici lo sanno.

I miei amici sanno cosa sono le Teudissate.


Le Teudissate sono quelle attività che escono dalla normalità.

Sono cose assurde? Cose affascinanti? Sciocchezze? Pazzie? Stimoli per altri?

Bho, forse tutto insieme.


Per me sono semplicemente Teudissate.

E solitamente le Teudissate sono abbinate ad attività fisiche.


Le Teudissate sono pedalare in solitaria per 160 km, fare una traversata a nuoto di 3,8 km nel mare, correre una maratona, camminare per 80 km sulla via francigena, gareggiare in triathlon di varie distanze, avere già un elenco scritto con alcune Teudissate future ... o chi più ne ha più ne metta.


Le Teudissate, per esserlo, devono essere sempre un pò fuori dalle righe.


E questo weekend è entrato di diritto nella top 3 delle Teudissate.

Ed in più mi sono profondamente stupito.

A priori non doveva essere una Teudissata. Doveva essere una semplice camminata in montagna.

Ho detto di sì a camminare insieme a due amici per raggiungere un rifugio a 3000 mt. in Val d'Aosta.

Ma le circostanze hanno fatto raggiungere un livello superiore: le Teudissate.


Tramonto al RIfugio Col Collon - 2818 mt - Tra Italia e Svizzera


Io, uomo che con grande dispiacere devo dire essere senza molta esperienza in montagna, ho dovuto chiedere:

  • ma queste mie scarpe vanno bene per affrontare il percorso? Bene, ma non benissimo

  • ma che abbigliamento porto? Incontreremo pioggia fortissima, freddo di notte e grande sole domenica (ottimo! devo portarmi tutto l'armadio? Ahahahaha )

  • da mangiare, cosa porto? Solo i panini per la salita perchè ho prenotato il rifugio estivo e mangeremo e dormiremo benissimo

E a questo punto dirai: "perchè il titolo sullo stupore"?

Mi sono stupito perché tutto il bagaglio e l'esperienza delle mille Teudissate è servito.

La prima giornata aveva dentro tutto.

Abbiamo camminato partendo da una meravigliosa diga, sotto il sole forte.




Dopo circa un paio d'ore l'erba e i sassi hanno lasciato tutto il protagonismo alla neve. Il passo fermo e preciso è stato sostuito dall'incertezza della solidità della neve.

Ogni tanto la neve reggeva il peso. E ogni tanto la gamba spariva sotto la neve perchè il corpo sprofondava. Occorreva scegliere bene la stradava perchè quella vera era sotterrata sotto alla neve -insieme alle indicazioni del CAI-. Bisognava cercare la neve dura, per non sprofondare, non allontanarsi dalla via e tenere d'occhio sia l'orologio e che la neve nelle cime.



E il sole? Che fine ha fatto il sole?

Ciao sole. E benvenuta grande pioggia, benvenuta un pò di grandine e benvenute tante nuvole.



E mi sono stupito.

Mi sono stupito perchè mi sono scoperto molto più esperto di ciò che pensavo. Ho scoperto qualcosa di nuovo su me stesso. Non pensavo.


Ho camminato. Abbiamo camminato tanto. E che bello. Che profonda e disarmante bellezza che abbiamo vissuto in ogni singolo passo, in ogni battuta per ridere insieme. Che meraviglia camminare insieme. E farlo spesso in completo silenzio.


Che meraviglia riconoscere l'infinito potere educativo della montagna.


Educa a stare insieme.

Da soli non saremmo mai arrivati alla meta. Non avremmo mai raggiunto il rifugio. Saremmo tornati indietro.

Insieme, invece, siamo saliti fino alla cima. Abbiamo raggiunto il rifugio.

In questo weekend, insieme, avremmo scalato anche il Cervino.


Educa a decidere.

Quante scelte abbiamo fatto. Quante piccole decisioni prese per ritrovare il cammino, evitare le zone a rischio o sostenerci nei dubbi.


Educa a guardare in alto per riconoscere il bello.

Mai e poi mai vedremo cose indimenticabili guardandoci la punta delle dita.

Mentre salivamo dovevamo cercare la cima e individuare il rifugio dove dormire.

La montagna ci ha obbliga ad alzare la testa e a guardare oltre.



E poi ci sono gli imprevisti.


Il rifugio estivo era chiuso.

Arrivederci luogo caldo e pulito. Arrivederci spezzatino con la polenta, bicchiere di vino e grappa barricata.




Il rifugio invernale era aperto, ma non si può definire esattamente un 5 stelle.

Abbiamo razionato il cibo, per averne sia per la cena che per la colazione.

E ci siamo adattati alla nuova situazione.


E il ritorno??

AHAHAH

Il ritorno....

Ahahaha il ritorno....


Pieno di imprevisti. Chi c'era sa.


Quattro ore di camminata a scendere.

Da 3.000 a 2.000 metri. Dal rifugio più impervio, isolato e inospitale al parcheggio saturo di turisti della domenica.


E mi sono stupito.
  • Perchè raggiungere una meta, qualunque sia, è commovente.

  • Perchè non sempre è comune mettersi a disposizione senza se e senza mettendo se' stessi in secondo piano.

  • Perchè è anomalo accettare situazioni insieme agli amici e trasformarle da avverse ad indimenticabili.



Questa passeggiata è diventata una vera avventura che noi tre ricorderemo per sempre.

E io ora ho una nuova Teudissata che mi ha scoperto stupito e meravigliato.



Stupirsi, educarsi. E non farlo da soli.
Ogni luogo è adatto se si hanno gli occhi aperti.
Non chiudiamoli.
Lo stupore ci salverà!


E dulcis in fundo, dopo tutto, ognuno cerca il suo momento di pace nel migliore dei modi....


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EL

PINCHA UVAS