La fiamma olimpica
- El Pincha Uvas

- 20 gen
- Tempo di lettura: 3 min
"Teudis, ho visto che ci si può candidare per diventare tedoforo alle olimpiadi. Perchè non lo fai? Saresti perfetto".
"Non lo sapevo. Grazie davvero. Sarebbe bello".
A spronarmi è stata Giulia, amica, compagna di mille battaglie e di tanti discorsi fatti nelle nostre pause caffè al lavoro.
Senza di lei, nulla di ciò sarebbe mai accaduto.
Grazie Giuli!
Vado sulla pagina web e inizio il processo. Dopo l'anagrafica, per scegliere i candidati più adatti, il Comitato organizzatore ha deciso di fare alcune domande, a cui ho risposte senza pensarci molto.
Perché desideri essere un tedoforo, che significato ha per te?
Sono uno sportivo a tutto tondo: cicloturismo, trekking, triathlon, nuoto e molte altre cose.
Ma no, non è sport fine se stesso. Anni fa abbiamo creato una community di persone che fa sport per aiutare chi ne ha bisogno. Creiamo avventure sportive per raccogliere fondi per pazienti oncologici, comprare carrozzine a bambini tetraplegici, aiutare giovani in situazione disagiate e molto altro.
Sarei Tedoforo per raccontare al mondo che lo sport solidario può essere utile a chi vive nella difficoltà.
Quali sono i valori a cui ti senti più affine e come li interpreti?
Noi siamo sportivi per vocazione, non per professione.
Desideriamo fare del bene attraverso lo sport.
Abbiamo attraversato l’Irlanda in bici in autosufficienza, pedalato dai Paesi Baschi fino a Milano, corso maratone (e molto altro) per raccontare a tutti che si può fare del bene attraverso le proprie passioni.
Non serve aggiungere altro, serve solo avere in mente gli altri.
E tramite lo sport, si può cambiare un pezzo di mondo.
Se qualcuno volesse segnalare la tua candidatura, cosa racconterebbe di te?
Che la mia passione è travolgente, che è nato anche “Amici in Aiuto”, che coinvolge 100 persone di Milano ed hinterland per aiutare le persone senza fissa dimora.
Consegniamo abbigliamento, cibo caldo e materiale igienico. E lo fanno volontari dagli 8 ai 64 anni.
Senza lo sport nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile.
Di me direbbero che i miei occhi vedono cose belle!
Ho scritto di getto, in modo sincero e senza costruire nulla di inventato.
Come sempre, da cosa nasce cosa.
Il 03 di novembre mi è arrivata questa mail:
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Ciao TEUDIS PLAZA,
sei pronto/a ad entrare nella storia dei Giochi? Congratulazioni! Sei stato/a scelto/a come tedoforo del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026.
È tutto vero: sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia, portando con sé l’energia, i valori e lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Sarai parte di un racconto collettivo fatto di emozioni, condivisione e orgoglio italiano.
Portare la Fiamma Olimpica significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto.
Il tuo impegno, la tua storia e i valori che rappresenti ci hanno convinti che sei la persona giusta per questo onore unico. Il compito dei tedofori è di illuminare il cammino verso la Cerimonia di Apertura e dare luce anche ai sogni delle persone che osserveranno da vicino il passaggio della Fiamma Olimpica.
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Ed eccoci qui, ad Alessandria: il 16 gennaio sono stato il tedoforo che ha concluso la giornata, di fronta a centinaia di persone, giornalisti locali ed autorità.
Sono papà, amico, fratello, nipote, cugino, cicloviaggiatore, maratoneta, blogger, scrittore, nuotatore, Ironman, triatleta e volontario sociale.
Credo di essere anche altro.
Ora posso dire di essere anche "Tedoforo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026".
E' stata un'esperienza che ricorderò per sempre.












































Fantàstic, Teudis. M'ha agradat veure't, sentir-te i llegir-te.
Petons.