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Mettici la mozzarella!

  • Immagine del redattore: El Pincha Uvas
    El Pincha Uvas
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Sono seduto in un bar e penso ad Amici in Aiuto, l'iniziativa per aiutare le persone senza dimora che abbiamo creato con i miei figli circa quattro anni fa.

Penso al cammino fatto e al desiderio di fare del bene che ci accompagna fin dal primo giorno.

All'inizio eravamo otto persone. Oggi siamo 115 nel gruppo WhatsApp e tanitssimi volontari dedicano tempo, energie e cuore a questo progetto.


Siamo partiti con qualche sacchetto di vestiti. Poi gli abiti sono diventati così tanti da cercare magazzini per stoccarli e comprare carrelli per distribuirli.

Poi abbiamo iniziato a portare prodotti per l'igiene e qualche merendina, ma ci siamo fatti una domanda semplice: "A voi piacerebbe mangiare solo merendine confezionate?"

Così abbiamo cucinato in casa 30 porzioni di gnocchi, per fare una prova.

Attualmente, ogni domenica sera, prepariamo 140 pasti completi con un primo caldo, verdura, frutta, yogurt, dolci e acqua.


È una meravigliosa pazzia.


Siamo entrati nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi. Abbiamo sette punti di raccolta abiti tra la zona sud di Milano e Pavia, quattro magazzini e tre cucine che si alternano nella preparazione dei pasti. Stanno nascendo nuovi gruppi dedicati all'ascolto, alla ricerca di sponsor, alle relazioni con altre associazioni e alla comunicazione.

Ogni domenica sera aiutiamo quasi 200 persone che dormono in centro a Milano.

Non riesco nemmeno a raccontare tutto.

Succedono troppe cose. C'è troppa vita.


Domenica abbiamo organizzato una serata "picnic": ogni volontario ha cucinato qualcosa a casa. E' stato uno spettacolo!!

Abbiamo distribuito oltre 150 porzioni di pasta fredda e 300 porzioni di pizza preparata da un volontario con i suoi amici, oltre a frutta, yogurt, dolci e acqua.


Guardare quel tavolo pieno di cibo e i sorrisi delle persone che stavamo aiutando mi ha profondamente commosso.

A un certo punto un passante si è fermato.

"La pizza sembra cruda."

"C'è troppo sugo."

"Perché non avete messo la mozzarella?"

E poi: "A questa gente non va dato da mangiare. Trovategli una casa e un lavoro. Quello che fate non serve."


Quei commenti, invece di scoraggiarci, ci hanno reso ancora più orgogliosi di quello che facciamo.

Cristian mi ha guardato, si è avvicinato e, sorridendo, mi ha detto:

"Teudis, glielo dici tu alle 150 persone che oggi hanno potuto mangiare che quello che facciamo non serve?"


Credo che nella vita si possa scegliere.

Ci si può fermare a criticare quello che manca. Come ha fatto quel signore.

Oppure si può partire da quello che c'è e costruire qualcosa di bello, insieme.

Forse la prossima volta riusciremo anche a mettere la mozzarella, se qualcuno ce la donerà.

E continueremo a cercare opportunità di lavoro per chi ne ha bisogno.


Nel frattempo non ci lamentiamo.

Continuiamo a fare quello che possiamo, con quello che abbiamo.

Noi scegliamo un'altra strada. Non siamo come quel signore.


La pizza non aveva la mozzarella. Vero, ma fa nulla.

Ciò che facciamo serve. Eccome se serve!!

Avanti così.

Sognare in grande fa accadere cose grandi.




 
 
 

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EL PINCHA UVAS

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