Lo stadio
- El Pincha Uvas

- 11 ore fa
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Domenica scorsa sono andato a vedere un derby in uno stadio con i miei ragazzi.
Un vecchio amico che lavora in una delle società in gara mi ha regalato a sorpresa i biglietti.
Era una vita che non andavo allo stadio.
E' stato bello. Mi piace fare cose nuove con i miei ragazzi.
Siamo arrivati presto e ci siamo fermati in un parco a mangiare i panini che avevamo preparato a casa. I prezzi in giro sono sempre folli.
Mentre guardavamo dei ragazzi che giocavano a basket, ho chiesto: "Raga, volete una birra?". Ne abbiamo prese tre. Questa domanda mi ha fatto impressione perchè ho visto in me un padre diverso rispetto al mio. Lui, se mi vedeva bere una birra, mi diceva "cosa sei, un ubriaco?". Per fortuna i tempi cambiano. A me piace farmi una birra con loro. Anna e Teudis sono adulti ormai. Jordi lo sarà a breve.
All'ingresso allo stadio ho dovuto discutere per i posti.
"Scusate, quei 4 posti sono i nostri".
"Qui è tutto a caso, dividetetevi e trovate i posti in giro".
"No scusi, mi dispiace. Ma veniamo da lontano e vogliamo goderci la partita insieme. Vi devo chiedere di spostarvi".
Sono stato guardato in "cagnesco", come se avessi fatto qualcosa di errato.
Dietro di noi c'era un papà con un ragazzino di circa 12 o 13 anni.
Ha urlato le peggior cose per tutta la partita.
"Merde", "figli di ...." e molto altro.
La squadra avversaria aveva un giocatore molto basso (anche se molto forte). Gliene ha dette di tutti i colori "nano, poni, bambino, neonato, vai da papà a piangere" e molte altre schifezze.
Quell'uomo sentiva il leader della zona. Gli piaceva iniziare i cori e tentare di farsi seguire da tutti gli altri tifosi. Si sentiva compiuto quando ci riusciva.
Io continuavo a pensare al ragazzino.
Dopo una certa azione tutta la curva ha iniziato a cantare "uc-ci-de-te-li, uc-ci-de-te-li". Quando dico tutti, intendo tutti.
Uccideteli? Ma davvero uccideteli? Ma vi rendete conto di cosa state dicendo?
Perchè in certi ambienti diventiamo come bestie?
Nel secondo tempo il ragazzino è dovuto andare in bagno.
Il papà gli ha detto: "chiedi il permesso per passare". Giusto, ma come fai a chiederli di essere educato per una cosa se un attimo prima (oroglioso) gli hai fatto urlare "uccideteli" dopo un'azione fallosa? Che dicotomia avrà nel cervello quel ragazzo? Ci sono luoghi in cui posso diventare un animale, e per mio padre sarà anche un valore aggiunto esserlo, e luoghi in cui devo essere un bravo bambino?
Non so.
Dico che c'è ancora davvero tantissimo lavoro da fare.
Io vorrei con tutto il cuore che quel papà imparasse a tifare per la sua squadra, e non solo contro l'altra.
Io vorrei che quel papà potesse imparare che così sarebbe più bello. Forse lui non ci crederà mai, ma io sono convinto che sarebbe anche molto più bello anche per il suo ragazzo.
Trasmettere odio non può portare ad un bel traguardo. Mai.
Quel papà ha detto a suo figlio "si educato, chiedi permesso".
Come fa il ragazzo a capire che quella è la strada giusta se con l'esempio gli viene trasmesso proprio il concetto opposto?
Penso che spesso non siamo ciò che diciamo.
Sono certo che siamo sempre ciò che facciamo.
Detto questo..... chi vogliamo essere?





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