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  • El Pincha Uvas

Meritiamo l'estinzione

Come tutti i ciclisti sono contemporaneamente anche un guidatore di auto.

Non mi piacciono i ciclisti che viaggiano in mezzo alla strada.

E odio i ciclisti che in gruppo si sentono gli "sheriffi della strada".

Ho smesso di andare con certi gruppi perché non condivido alcune loro modalità.


  • Nel 2020 ho fatto il giro della Lombardia in solitaria. Circa 900 km tutti in Italia.

  • Nel 2021, sempre in solitaria, ho fatto Milano - Barcellona. Circa 1000 km all'estero e 200 in Italia.

  • Nel 2022, con Nicolò, abbiamo fatto Biarritz - Milano. Circa 1600 km all'estero e 200 km in Italia.


Mi permettete scrivere questo pezzo facendo tesoro delle esperienze vissute?


Francia è piena di ciclabili. Sono davvero ovunque. Molto sono solo disegnate per terra. Altre sono divise dalle macchine con un muretto. Le ciclabili non sono solo nel centro città. Le si trova in ogni strada di provincia e ci sono innumerevoli cartelli. Quando non ci sono si può pedalare in sicurezza sulla strada "normale".

In Francia, mai, mai, mai, ho ricevuto una suonata di clacson o un insulto.

In salita le macchine attendono, e ti superano solo quando è permesso e/o solo se si può fare in sicurezza.

Auto e bici convivono. E lo fanno senza problemi.


In Catalunya ci sono pochissime ciclabili, ma quelle che si trovano sono correttamente manutenute.

La situazione non è rosea come in Francia, ma l'educazione degli autisti, soprattutto lontano dalle zone turistiche, è meravigliosa.

No. Non lo dico perchè è il mio Paese. Sono stato stupito in entrambi i miei viaggi.


E l'Italia?

Questa estate abbiamo pedalato 11 giorni all'estero e 2 in Italia. Abbiamo fatto circa 1600 km all'estero e 200 in Italia. Un pò di esperienza l'abbiamo fatta.


Appena entrati in Italia abbiamo iniziato a sentirci insicuri.


Una ragazza ci ha insultato quando le abbiamo urlato "occhio!" su una salita al 17% e lei usciva in retromarcia senza guardare. Ci avrebbe fatto cadere. Quindi, perchè insultarci?

Un furgone ha superato fregandosene che ci fosse la riga continua. Era proibito. E fa nulla se nel verso opposto passavamo noi. Abbiamo fatto segno come a dire: "cosa fai? ma non ci vedi?".

E lui?

Ci ha risposto facendo "ciao" con la mano e ridendo in modo ironico. Amico, se sbandi e ci vieni addosso ci uccidi.

Perchè sfotterci? Dovresti piangere, non ridere.


Abbiamo rischiato di cadere diverse volte perchè in Italia le macchine che si devono "imbucare" da destra, per guardare se arriva qualcuno, mettono il muso oltre la riga bianca. Peccato che su quella riga ci pedalavamo noi proprio come andrebbe fatto e come ci viene richiesto dagli stessi autisti che ci insultano.

Se non fossimo stati attenti avremmo subito diversi incidenti per questo motivo.


E i sorpassi in curva? Non ne parliamo.

E i sorpassi facendoci il "pelo"? Non ne parliamo.


C'era una cattiveria intrinseca diffusa in molti autisti italiani.

Ho pedalato allo stesso modo in ogni Paese. E fin dal primo metro metto sempre al primo posto la nostra sicurezza. Rispetto le regole. Voglio tornare a casa.

Perchè in Francia e in Spagna le auto aspettavano e rispettavano?

Perchè invece in Italia ci insultavano e passavano a pochi centimetri?


Siamo carenti di educazione.

Manca l'umano. E' così.

Gli adulti non siamo educati.

Gli adulti siamo irascibili, arrabbiati con tutto e tutti.

Ci basta un nulla per tirare fuori il peggio di noi.


Lo vediamo alle partite di calcio.

Lo vediamo alle riunioni di condominio.

Lo vediamo per strada.

Lo vediamo OVUNQUE.


Lo vediamo nelle risposte al video che ho pubblicato su instragram.

Non è un video polemico.

In 14 secondi dico che seguo le regole. Dico che voglio tornare dai figli. E prego di starmi a 1,5 m di distanza.

Non dico nulla di male.


Se andiamo avanti così meritiamo l'estinzione.

Non sono i ciclisti ad essere a rischio.

E' a rischio la specie.

E sai cosa che più manca? L'EDUCAZIONE.

E' a rischio il nostro presente. Perchè alcuni adulti mancano di ogni fondamento.

E' a rischio il nostro futuro. Perchè gli esempi che diamo ai giovani sono nefasti.


IO NON CI STO.

  • Adulti che leggete, vi va di vivere tentando di dare un'esempio sano a coetanei e ai giovani?

  • Adulti che leggete, vi va di educare i giovani al bello, all'amore, all'umano e al rispetto?

E non basta rispondere annuendo.

Bisogna agire. Bisogna farlo.

Non c'è tempo da perdere. Non si può delegare.

TOCCA A NOI.


CI STAI?

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segue video instagram e alcuni commenti ricevuti





Vorrei andare anche io sulle ciclabili, purtroppo sono molto, molto poche e spesso sono piene di problemi: cassoni dell'immondizia, macchine parcheggiate, radici, sterpaglie, asfalto sconnesso e altro.

Ahimè, spesso è pericoloso passarci per come sono tenute in Italia.

E un conto è fare la passeggiata per la famiglia, un conto allenarsi a 40 all'ora. In certi casi sono cadute assicurate.

Se volete posso fare degli esempi specifici di ciclabili pericolose.


Premettendo che odio chi sta in gruppo occupando la carreggiata mi viene da dire: "ma se il gruppo, pur sbagliando, è in curva, perchè lo superi rischiando di fare strike? Non puoi aspettare un attimo e superare nel rettilineo?"

Hanno scritto messaggi anche così. Credo che non serva il commento. Ci sono persone che non stanno bene. E sfogano le loro repressioni nei social... o per strada.


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EL
PINCHA UVAS