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Il tapis roulant

  • Immagine del redattore: El Pincha Uvas
    El Pincha Uvas
  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Lo sto usando da un po’.

Non mi piace. Non mi è mai piaciuto.

Ma mi permette di farci alcuni lavori di qualità, in un ambiente caldo e sicuro ora che è arrivato il grande freddo.


Anni fa ne avevo avuto uno anche in casa.

Faceva un rumore pazzesco. Mi annoiavo. Mi annoiava.

Una volta sono pure caduto. Mi stavo allenando mentre guardavo un film. Mi sono distratto e ho messo un piede nella parte fissa della struttura. Ero da solo in camera. Non vi dico che volo che ho fatto!


Sul tapis roulant ci faccio le ripetute e anche le corse in z2.

Sul tapis roulant ci ho pure corso una mezza maratona.

Correre ti regala molto tempo per pensare.


In questi giorni ho usato il tapis roulant come vedetta per guardare il mondo.

Nella palestra dove corro io c’è una grossa vetrata da dove vedo chi si allena in piscina.


Guardo i genitori che attendono i figli che fanno i corsi di nuoto.

Analizzo gli istruttori e il loro modo di gestire i gruppi: dolcezza, fermezza, professionalità, inesperienza… si vede di tutto.

Amo guardare gli amatori che nuotano: da quello voglio imparare la presa in acqua e come scorre in fase di scivolamento; da quello non voglio imparare la poca spinta e la presa in acqua troppo vicina alla testa. Li guardo per imparare io.

Alle mie spalle ci sono le persone che si allenano con i pesi.

Spesso sono ragazzi giovanissimi. Quando io ero giovane si giocava a calcio per strada. Ora le palestre sono i nuovi luoghi per socializzare.

Io nel frattempo corro. Sono bagnato come se fossi uscito dalla doccia.

Il mondo attorno sembra muoversi a un ritmo proprio mentre io sento di volare quando aumento la velocità.

In realtà, è finzione. Sono completamente fermo.

Magari corro tanto. Ma io ho corso sempre nel medesimo posto.


Ho pensato.

Ho pensato che molta gente sembra ferma al proprio posto, sembra che non si muova, sembra inerte. In realtà, se li potessimo conoscere meglio, potremmo scoprire che stanno facendo “girare il mondo”.

In adolescenza, persone come Steve Jobs o Jeff Bezos apparivano come degli “sfigati” agli occhi di chi li circondava. Invece hanno cambiato il mondo. Eccome!


Incontri una persona in un bar che scrive da ore, con una tazza di caffè vuota sul tavolo.

Chissà, magari sta scrivendo qualcosa che cambierà la sua vita o quella di qualcun altro.

Sei in palestra.

C’è un vecchietto senza muscoli e con un po’ di pancetta.

Non fa esercizi incredibili con i pesi né indossa vestiti alla moda.

Chissà, magari quell’uomo è campione del mondo di corse di montagna, come Marco Olmo.


Non possiamo mai sapere cosa c’è oltre le apparenze.

No, non sempre chi si muove tanto è colui che fa di più.

Ognuno ha i propri modi.


Amo chi costruisce.

Amo chi tenta di fare del bene.

Amo chi non guarda solo se stesso.

Ognuno lo faccia come desidera.

Ognuno segua il proprio ritmo.



 
 
 

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