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  • Immagine del redattoreEl Pincha Uvas

Gli incubi

Ho 11 anni. Vivo a Calella de la Costa. Catalunya

Vivo in una casa gigante ma dormo in una cameretta piccolissima.

La mia finestra si affaccia al corridoio degli ascensori.

Ho la febbre alta. Quasi a 40.

E' notte fonda.

Mi hanno appena svegliato mia mamma e mia sorella. Sono preoccupate.

Ho appena avuto il peggior incubo della mia vita.

Lo ricordo ancora. Fa ridere. Ma lo ricordo come una cosa terribile.


Ho sognato due superman che da seduti volano all'indietro in un cielo blu pieno di nuvole bianche.

Ad un certo punto fanno un incidente, schiena contro schiena.

Cadono. E cadono ancora, velocissimi, fino a terra.

Dove? In una montagna gigantesca di vestiti da buttare o stirare.

Mi sono svegliato urlando fortissimo. Sudando. Ero spaventatissimo.



Ora di anni ne ho 45. Vivo a Vidigulfo. Italia

E di incubi ne ho ancora. Ahimè, capitano anche abbastanza ricorrentemente.

Chissà cosa passa per i nostri cervelli.


Ne ho uno ricorrente.

Sono in casa, a letto.

Sto dormendo.

I ragazzi dormono sereni in camera loro.


Apro gli occhi. La camera è buia.

E cosa vedo? Di fronte a me c'è un estraneo in piedi che mi guarda minaccioso.

Nel sogno voglio alzarmi ma sono come paralizzato.

Voglio difendere i miei ragazzi, ma non riesco a muovermi.

Nel sogno urlo fortissimo.

Nella realtà mugugno. Mugugno tantissimo.

Mugugno finche arriva uno dei miei tre raggi di sole, e dice:

"Pà, svegliati, stai avendo uno dei tuoi incubi".


Qualche giorno fa ho avuto questo incubo.

Ho una vita normale. Di giorno sono una persona normale.

Poi, ogni sera, divento paraplegico o tetraplegico. Nessuno sa perchè.

Non mi muovo. Di sera ho bisogno di aiuto. Mi si irrigidiscono tutte le parti del corpo. E sono bloccato.

Poi di mattina ritorno normale.

Mi studiano, mi guardano, mi analizzano.

E cosa scorpono? Che ogni sera rispondo ad una telefonata. E da quel momento mi paralizzo.

Scoprono che qualcuno, a distanza, mi ipnotizza e fa di me quello che vuole.


E il sogno prosegue finché nella realtà accade questo.

"Pà, sono Jordi (mentre dolcemente mi accarezza la mano). Svegliati pà, stavi urlando".

Chissà cosa raccontano gli incubi. Sarebbe interessante analizzali.

Cosa c'è di nascosto nel subconscio di ciascuno di noi?

Cosa ci riservano le stanze più recondide del nostro cuore?

Cosa pensiamo di aver superato, che invece è ancora lì da qualche parte?

Cosa possiamo fare per scoprire cos'è?

Cosa possiamo fare per lavorarci?


Da una parte vorrei poter chiudere sempre gli occhi con la certezza che li risveglierò solo la mattina, sereno e riposato.

Dall'altra sono felice di sapere che c'è sempre tanto da fare, che c'è sempre tanto da grattare, che c'è sempre tanto da capire.

E bello sapere che, in fondo, c'è sempre tanto da fare.


Questo probabilmente non è il solito post pieno di energia motivazionale. Lo so.

Ma sai cosa è bello?

Sapere che la vita è fatta di tanti aspetti.

Alcuni sono faticosi. Non tutto sono rose e fiori!

E' bello sapere che si può continuare a lavorare.

E trovare sempre le cose positive. 😊


Chi si ferma è perduto.




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EL PINCHA UVAS

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