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  • Immagine del redattoreEl Pincha Uvas

Amici in aiuto

Luigi.

Età indefinita.

Direi intorno a 60 e qualcosa.

Parla bene, quasi colto.

E' educato.

Gli chiediamo dove dorme.

Ci dice che ha indiviuato un bagno, dove mette dei teli per la notte e dove si può lavare ogni tanto.

"Lascio tutto in ordine prima di andare via. Non si devono accorgere che ci vado. Così non lo chiudono."

Non ci dice dove si trova questo posto.

E' il suo segreto miglior custodito.

Avere un luogo dove stare è un gran regalo per chi da 7 anni vive per strada come lui.

Cosa ci chiede?

Le calze.

"Cammino tutto il giorno. Le mie sono consumate".


Non so il nome.

E' giovane.

Ha la barba lunga.

Lo troviamo da solo, in centro.

Parla inglese.

Tra di noi ci sono pareri discordanti.

Qualcuno dice che parlava della sua infanzia e del suo percorso di vita.

Qualcuno ha capito che pensava di essere Abraham Lincoln.

Gli abbiamo dato degli abiti.

Non sappiamo come né perchè sia finito a Milano.


Lui è soprannominato Tony Manero.

Viene da noi coi capelli pieni di gel, abiti da discoteca anni '90, parlantina da agente immobiliare, sigaretta sempre in mano e discorsi sul suo problema al collo e su un antidolorifico che non vuole prendere.

Gli diamo la giacca più "chic" che abbiamo.

Vuol sostituire la sua. Ormai è vecchia e sporca.

Di lui ci ha colpito che più tardi ci ha cercato di nuovo.

Ci ha ridato la giacca. Non sappiamo perchè non l'ha tenuta.

Avrebbe potuto buttarla.

Invece ce l'ha ridata affinché qualcun altro ne potesse fare un buon uso.


Batiste

E' sdraiato per terra, da solo.

Ci chiacchieriamo un po'.

Gli diamo del the caldo e dei vestiti.

Ci dice che dal lunedì al venerdì è sempre lì.

"E il weekend dove vai?"

"eheeheh, il weekend. ehehehe. non si ma mai cosa succede nel weekend...".

Parla in modo sconnesso. Racconta le cose a modo suo. Sorride. Dice ogni frase ridendo, lasciandola sempre a metà, senza concluderla mai.

Quando siamo andati via ci ha salutato urlando "ciaoooo. Mi chiamo Batiste. Santo Batiste"

Per noi è diventato Bond. James Bond.


Ringrazio Patty, per la sua attenzione.

E' di esempio.

Non si è limitata a portare ciò che ci era stato donato.

Ha comprato guanti e calze, perchè sapevamo che ce li avrebbero chiesti.

Ha portato creme e profumini, per le donne che vivono per strada.

Ha portato salviette, perchè chi voleva potesse.... insomma, avete capito.


Ringrazio Gianlu (Padre, signore... come definito da una persona che abbiamo aiutato).

E' curioso. Chiede, guarda.

Ed insieme a Patty si porta dietro Fede e Paolo.

Non è da tutti educare così i ragazzi.


Ringrazio i miei figli. Seguono. Si fidano di me. E sono brave persone.


Siamo andati ad incontrare Leonardo.

L'abbiamo conosciuto la volta precedente.

A lui piace leggere.

Patty gli ha portato dei libri. Non li ha voluti. "Pesano, non li posso trasportare e nascondere".

Non si ricordava più di noi.


Abbiamo aiutato gente che dormiva per terra accanto a chi guardava vetrine di lusso indossando abiti molto costosi.

Abbiamo parlato con persone che accampavano in tenda sotto a gallerie piene di insegne di boutique molto famose.


Leonardo, Luigi, Christian, Roman, Tony Manero, Batiste e tutti gli altri ci stanno educando.

Ci aiutano a capire che siamo fortunati.

Non ci dobbiamo lamentare proprio di nulla.

Abbiamo tutto, e anche di più.

Se loro hanno così poco, è perchè noi abbiamo troppo.


Non possiamo restare a guardare.

Il grande freddo è finito.

Stiamo pensando ad organizzare una cosa grande e bella per il prossimo inverno.

Ci daremo da fare.

Tenteremo di aiutare.


C'è posto per tutti.

Se vuoi partecipare, batti un colpo.










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EL PINCHA UVAS

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