Serpenti
- El Pincha Uvas

- 1 giorno fa
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La mia iaia Antònia li odiava. Mi raccontava che i serpenti le facevano paura e le trasmettevano brutte sensazioni.
Probabilmente questa paura l'ho presa da lei. Non lo so.
Nella mia vita non ho mai avuto un grande rapporto con gli animali. Purtroppo.
Da bambino avevamo un canarino, uno di quelli gialli che cantano in continuazione. Di notte coprivamo la gabbia perché si riposasse e, soprattutto, lasciasse riposare noi. Un giorno i miei genitori lo hanno trovato disteso sul fondo della gabbia. Non avrebbe mai più cantato.
Poi è arrivato Speed, un pastore tedesco. A me sembrava grande come un cavallo. Ogni volta che mi vedeva mi saltava addosso per salutarmi, ma io avevo paura. Non sono mai riuscito a vivere la sua presenza con serenità.
Mia mamma, invece, amava i fiori. Riempiva la terrazza di vasi, li curava con una dedizione incredibile. Anni dopo è arrivata perfino a lavare una a una le grandi foglie del ficus perché aveva letto che era il modo migliore per nutrirle. Speed, però, si divertiva a scavare nei vasi e a mangiarsi i fiori. Lei non era felicissima. Ero piccolo, ma credo che alla fine lo hanno riportato a chi ce l'aveva venduto.
Anche da adulto sono sempre rimasto un po' distante dagli animali. Vorrei essere capace di rapportarmi con loro, ma credo che sentano la mia insicurezza, la mia paura.
Quando i miei figli erano piccoli li ho portati a fare un giro a cavallo. Era uno di quei posti dove i genitori tengono una corda mentre gli animali girano in tondo. Il cavallo era vecchio e tranquillo. Io molto meno. Mi ha pestato un piede e mi ha rotto un dito.
Un'altra volta ero sul divano a casa di una zia. Avevo dodici o tredici anni. Lei aveva dei gatti. All'improvviso uno di loro ha fatto un balzo enorme e mi è finito sulla testa, con il pelo rizzato e quei versi che fanno quando si sentono minacciati. Ma perché proprio su di me? Io avevo solo paura di te.
Vorrei saperli accarezzare senza timore. Se vivessi in campagna o avessi un grande giardino, mi piacerebbe avere un cane da lasciare libero e portare con me a correre o in montagna.
Ah, i serpenti. Eravamo partiti da lì.
Da bambino erano protagonisti di un mio incubo ricorrente. Ce n'era sempre uno che mi seguiva ovunque, fino ad attaccarmi e mordermi.
La settimana scorsa li ho sognati di nuovo.
Del sogno ricordo poco. Ma una cosa sì.
Appena vedevo il serpente cercavo mio papà.
Mi voltavo e lui era lì.
Non faceva nulla. C'era, e basta.
Aveva il volto e il fisico di prima della malattia.
Mi guardava e sorrideva.
E l'incubo finiva.
Mi sono svegliato sereno.
Lui è mancato nel 2001, a soli 51 anni.
Sono passati venticinque anni.
Ho la barba bianca e tra tre anni avrò la sua età.
Quando ho paura, lo cerco ancora.
Sarebbe bello averti ancora qui, vecchietto.
Sarebbe bello avere qui anche la mamma, vecchietta.
Non importa quanto tempo sia passato.
Mi mancate sempre.




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