Chilometri e bellezza

Il nostro primo viaggio in camper risale al 2020.
Non sapevamo nulla di viaggi, gas, frigo trivalente, dinette, gavoni, acque bianche e nere e molto altro.
Non conoscevamo le misure del mezzo e nemmeno sapevamo con certezza dove fosse legale fermarsi e dove no.
Io ero solo un papà che viaggiava con tre adolescenti di 14, 12 e 8 anni.
Ero solo un papà che desiderava passare del bel tempo con i propri figli, lasciando loro dei bei semi nei loro ricordi.
All'epoca pensavo: "Chissà per quanto tempo vorranno ancora fare le vacanze con me".
Siamo nel 2026. Ora quei ragazzi hanno 20, quasi 18 e 14 anni.
Da allora abbiamo visto quasi tutta l'Europa insieme, con il nostro Cricchetto.
Chilometri e bellezza.
La bellezza è nelle cose che abbiamo visto. Ma soprattutto la "bellezza" è ciò che ci rimane del tempo trascorso insieme.
Quest'anno la prima tappa è stata a casa della famiglia Bottazzi.
Spesso il bello non è nei luoghi, ma nelle persone.
Quella casa è una meraviglia. Io ci vado per vedere cose nuove. Papà Angelo e mamma Marie, miei giovani amici da anni, crescono cinque figli italo-francesi in un modo che dovrebbe essere raccontato nelle scuole.
Pur con la normale fatica della vita, quel luogo è pieno della bellezza che piace a me.
Come si fa a passare 12 giorni in un camper senza che mai ci sia una discussione o dei musi lunghi?
Jordi sorrideva dal mattino alla sera.
Teudis mi ha meravigliato. In questo viaggio ho visto un uomo nuovo. È stata una grande spalla.
Anna, quella ragazzina di 14 anni del primo viaggio, ha guidato per la prima volta il camper.
È diventata grande.
"Che dici di guidare tu il prossimo pezzo?"
"Certo, pà."
Ci sono giovani che si fanno accompagnare per ogni cosa, pur avendo la patente.
Ci sono papà che non vogliono che i loro figli guidino per andare lontano, nelle grandi città, di notte o in autostrada.
Io non sono d'accordo.
I giovani meritano tutta la fiducia del mondo!
Ah! Anche Teudis mi ha detto: "Certo, pà".
Stiamo facendo le guide da un po'. Ho azzardato e anche lui ha spostato il camper in un parcheggio deserto in Francia.
Così si fa. Così si cresce.
In questo viaggio il lusso era prendere una Coca alla ciliegia (non so ancora se mi piace tanto o se mi fa tanto schifo).
Il lusso era cercare un TheFork e godere dello sconto.
Il lusso era stare insieme e girare l'Europa.
Lago di Losanna (lato francese), Beaune, Parigi, Honfleur, lo sbarco in Normandia, il Canale della Manica, Mont Saint-Michel, Nantes (dove Anna ha preso l'aereo per tornare a casa), le gole di Prades, Clermont-Ferrand e una mega avventura per rientrare a casa quando, a Lione, si è rotto il motorino d'avviamento.
In un'area di servizio siamo riusciti a ripartire spingendo, aiutati da un autotrasportatore.
E siamo ripartiti di nuovo a metà notte, a un casello francese chiuso per noi quando ho spento per errore il motore, grazie alla perseveranza dei ragazzi.
Dopo 30 minuti di tentativi, e dopo aver già chiamato l'assistenza, Teudis mi ha detto:
"Pà, se ci mettiamo lì sono certo che ce la facciamo. Fidati di me."
E prima di quell'ultimo tentativo Jordi si è girato verso il fratello dicendo:
"Teudis, so che posso dare molto di più."
Hanno spinto come se il mondo finisse...
E pam, il motore è partito!
La gioia ha invaso tutti.
In questo viaggio abbiamo visto delle cose meravigliose: città, paesaggi, luoghi...
Ma io, guardando i miei figli, penso che la meraviglia siano loro.
Da papà, è la cosa più bella che io abbia mai potuto desiderare.
Siamo partiti nel 2020, con il primo viaggio.
Chissà fino a quando ne faremo.
Io, intanto, sto già pensando a dove andare con loro nell'estate del 2027.









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