La dottoressa, fanculo
- El Pincha Uvas

- 3 giorni fa
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Siamo stati a cena da PizzAut a Monza.
È un luogo meraviglioso. Un miracolo moderno dove lavorano 41 ragazzi autistici assunti con contratti a tempo indeterminato.
Sono loro che cucinano, prendono le ordinazioni e ti portano il cibo.
Sono meravigliosi.
Nico, colui che ha inventato tutto, ci ha raccontato che uno dei ragazzi ha fatto mutismo selettivo fino a 25 anni. Poi, da quando si è sentito voluto bene e importante, ha iniziato a parlare. Il papà gli ha detto: “Grazie, ora posso morire tranquillo”.
Una delle ragazze, invece, non aveva mai imparato a scrivere. Zero. Ora prende le comande. Magari scrive “limonciello” anziché “limoncello”, ma chissenefrega. Non scriverà un libro, ma è in grado di lavorare.
Noi eravamo in 11. Abbiamo pianto tutti vedendo quella meraviglia.
Non mi vergogno a dirlo: anche io ho pianto.
Anzi, sono orgoglioso di dirlo.
Bisogna commuoversi quando accadono certe cose in questo mondo che ci vuole
concentrati su tutt’altro.

Nico raccontava che agli inizi ha incontrato una dottoressa che gli ha detto qualcosa di simile:
“Ciò che stai provando a fare è impossibile. Non ce la farai mai.”
Scusatemi se mi permetto, ma: “fanculo a te, dottoressa, chiunque tu sia”.
Ho pensato molto quella sera.
E nel pensare ho riconosciuto di aver incontrato molte “dottoresse” nella mia vita.
Ho pensato agli anni in cui, con alcuni amici, facevamo l’Happening a Pavia, alla nascita di Oltre la Curva o a ciò che stiamo costruendo con Amici in Aiuto.
“Bello ciò che hai in mente, Teudis, ma ti sei confrontato con quel capo? Ti ha dato il permesso?”
“Bello ciò che fate, ma perché non andate a farlo come volontari in altre associazioni?”
“Ma non hai paura che ti succeda qualcosa?”
“Sì, giusto e carino. Ma bisognerebbe che tutte le associazioni si fermassero. Non è possibile che le istituzioni non siano presenti, e finché ci sarete voi non si muoveranno mai.”
“No, non ce la farete mai. Dove troverete i soldi?”
Per anni mi sono obbligato a rallentare. Mi sono forzato a nascondere una parte di me che ora non riesco a trattenere. L’ho fatto a causa delle molteplici e metaforiche “dottoresse”.
Ora sto per compiere 48 anni. Assurdo, ma ne ho quasi 50. E sapete cosa dico?
“Fanculo alle metaforiche dottoresse.”
Fanculo a tutti quelli che mettono bastoni fra le ruote, in mille modi, a chiunque voglia darsi da fare per seminare il bene.
Fanculo a chi si lamenta dal divano di casa senza mai essere proattivo per cambiare qualcosa.
Io sto con chi vuole darsi da fare.
Hai un’idea per fare del bene? Io ti sprono, ti aiuto se posso, faccio il tifo per te.
Hai un desiderio di bene? Chiediti come può diventare un’azione.
Non serve fare chissà cosa. Magari basta dire:
“Amore, la mia vita sarebbe meno gustosa se tu non ci fossi.”
Oppure:
“Non preoccuparti per il brutto voto, non tutto si definisce con i voti scolastici.”
Lasciatevi andare. Create, costruite.
Commuovetevi.
Seguite il vostro cuore!
Incontrate qualche dottoressa? Fatela spostare.
E non castrate i vostri desideri solo perché altri vogliono una vita comoda e tranquilla.
Avanti chi ha voglia di cambiare il mondo, come Nico di PizzAut. E come molti altri!
Ah... venerdì a Locate Triulzi hanno dato il Vittorino d'Oro ad Amici in Aiuto come associazioni viva e utile nel territorio che fa il bene e coinvolge tantissimi volontari. Dottoressa, chiunque tu sia, vieni anche tu con noi!





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