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Ho fallito

  • Immagine del redattore: El Pincha Uvas
    El Pincha Uvas
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Stiamo preparando una follia in bicicletta.

Si tratta di raggiungere 8.848 metri di dislivello positivo su una salita che dovremmo percorrere 45 volte.

Everesting, così si chiama.


Ho pedalato ovunque pur non sentendomi un ciclista.

Ho corso cinque maratone pur non sentendomi un runner.

Ho partecipato a gare triathlon, compreso un Ironman, pur non sentendomi un triatleta.

Ho fatto gare di nuoto in acque aperte pur non sentendomi un nuotater.

Non so cosa sono. Ormai ho rinunciato a tentare di capirmi.

Ho fatto di tutto.


Ma questa avventura è nuova. Non ho mai fatto una cosa del genere.

Ci stiamo facendo aiutare. Abbiamo preso un allenatore e un nutrizionista.

Non sarei in grado di allenarmi da solo per una cosa così tosta.

Significa pedalare per circa 20 ore, per un totale di 315 km di cui la metà in salita.

E' una cosa tosta, più di ogni altra che io abbia mai fatto.


Ci sto provando, non so se ce la farò.

Per ora so solo che il primo test, l'ho fallito.

Per ora so che ho fallito.


Due settimane fa avevamo un allenamento molto tosto.

Si trattava di fare un mezzo everesting, ovvero raggiungere 4.500 metri di dislivello.

Parlo e scrivo in plurale, perchè questa mia pazzia è stata seguita anche da Eros e Christian, i miei compagni di avventura.

Loro sono più forti e potenti di me. Sono bravissimi!


Insomma, veniamo al dunque.

Era sabato. Ci siamo trovati alle 8 del mattina, e abbiamo iniziato a pedalare.

Dopo cinque ore, avevo voglia di cibo solido. Ne sentivo il bisogno.

Ci siamo fermati al bar.

Ho mangiato un panino con prosciutto, una fetta di torta e un caffè.

Così anche i miei compagni.


Non l'avessi mai fatto!

"Ragazzi, non sto bene".

L'ho detto agli altri alla fine della prima salita post pranzo.

Le gambe non giravano. Il cuore batteva troppo forte, era troppo veloce.

Ho chiesto agli amici di rallentare, ma ho capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto.

Ho retto altre due ore.

Ho tentato anche di provocare un rigetto, ma non ce l'ho fatta.

Quando ci ho provato era troppo tardi.


Ho pedalato per circa 7 ore in salita. Ne sarebbero mancate altre due abbondanti per finire il test.

"Ragazzi, mi fermo. Non sto bene per nulla. Se vado avanti faccio dei danni".

Mi sono fermato a (soli) 3.300 mt.


Da allora ho pensato parecchio.

Avrei voluto riprovarci il giorno dopo per dire alla testa: "Non vinci tu, vinco io":

Il coach mi ha detto che sarebbe stata una sciocchezza, che l'iniziativa è così tosta che bisogna mantenere la testa fredda, e non bruciarsi. L'esito si vede alla lunga.

Ne abbiamo parlato a lungo, e ho scritto al nutrizionista, per capire l'accaduto.


Io ho fallito, perchè quel giorno non ho finito il test.

Ma ora conosco molte cose.

Il coach mi ha spiegato bene la digestione, anche in rapporto ai battiti e alla distribuzione di sangue a organi e muscoli. Mi ha spiegato perchè io sono stato male, e perchè gli altri compagni non hanno subito disagi pur avendo mangiato le stesse cose.

Il nutrizionista mi ha parlato di grassi, di carboidrati ora e di altre cose. E abbiamo ritoccato un pò il programma.


Ho fallito. Mmmm, ho fallito?

Forse sì, se mi focalizzo solo su un pezzetto.

O forse ho imparato molte cose di me che senza quel fallimento non avrei nemmeno considerato.


Non si fallisce mai.

Se si guarda bene, se si cerca, se si modifica il punto di vista, non si fallisce mai.

Si impara sempre. Non è così anche nella vita?


Ora, avanti con l'allenamento.

Domani ho una nuova occasione per rifarmi





 
 
 

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